Una mattinata all’insula dell’Aracoeli

Interno sula Ara Coeli

Cubicula. Era ciò che necessitava come riparo semplicemente per la notte. La vita era condotta in gran parte nella città, tra le sue strade, templi, riunioni civili, banchetti o contrattazioni di ogni tipo nello spazio forense. Il lavoro prendeva gran parte delle ore da spendere per poi riuscire a ritagliare dopo il meridie il tempo di usufruire delle benefiche irrorazioni delle terme. Igiene personale e perfetta forma fisica. Idealizziamo un po’ la vita che nell’antica Roma si conduceva ma sicuramente queste erano mansioni e tappe che scandivano una giornata nell’urbs.

Ammirevole l’emancipazione e la ricerca di ogni comfort, la vita di una città in sviluppo continuo rendeva necessario offrire ed organizzare quanto più possibile e ordinatamente servizi che potessero agevolare l’avvicendarsi di giornate con ritmo preciso, razionale ed utile.

La moltitudine etnica si moltiplicava poiché l’urbs era l’approdo per cercare di costruire la propria piccola fortuna di lavoro e di riscatto personale.

Lavorare, soggiornare, essere un civis romanus.  Posta al centro del mediterraneo, collegata economicamente con tutto il medio oriente e raggiungibile con mezzi di trasporto marittimi e terrestri faceva di Roma un punto di riferimento per molti. Non solo per chi vi era nato e cresciuto.

Visitare un complesso insediativo del primo secolo d.c. ci hai lasciato immaginare concretamente quanto le meraviglie che vagheggiamo su questa magica città eterna siano alle volte più crude del sogno di un’epoca d’oro.

Immersi nella spiegazione così avvincente che Marco ha saputo narrare, ieri, abbiamo vestito l’aspetto di esploratori dei tempi passeggiando sul suolo incredibilmente conservato e costellato di documenti tangibili di vita antica, e così attuale.

L’insula dell’ara coeli, riscoperta in epoca recente semplicemente perché motivi di spazio urbano richiedono spostamenti, demolizioni e ammodernamenti, ci fa ben comprendere cosa significasse abitare a Roma all’epoca dell’impero di Traiano e durante quella dell’impero di Adriano.

Abbiamo salito e sceso scale di un complesso di appartamenti da encomiare nella loro maestrìa architettonica: semplice, essenziale, moderna e razionale. Lascia un po’ sbigottiti il concetto che per molti non si ricercava la possibilità di avere una dimora ma di avere uno spazio esiguo e vivibile per poter riposare, ripararsi, condividendo servizi comuni ed usufruendo dei benefici che una megalopoli dispensa.

Lo spazio era impiegato per avere un giaciglio, piccoli piani di appoggio, un braciere e un affaccio, come piccola presa d’aria, che avesse sfogo sui corridoi di passaggio, e per i più esigenti, sulla strada.

Indispensabile era difendersi dal freddo e la luce benefica nelle giornate invernali doveva essere ceduta a vantaggio del riparo offerto da tendaggi pesanti che tamponavano le aperture verso l’esterno.

Le cronache di Marziale ci riportano come queste abitazioni minimali non fossero proprio il non plus ultra ma che assumessero, in realtà, l’aspetto di veri e propri promiscui e scomodi dormitori per gente meno abbiente e che spesso mettevano a rischio l’intero abitato insulare, nonché quello delle insulae limitrofe; poiché, se le basi della costruzione erano in opus reticulatum e coementitium, le parti che dell’edificio si slanciavano in alto, per rendere più aerea e meno pesante la struttura, erano costruite in legno, materiale certo non ignifugo. E spesso capitava che con l’uso domestico dei bracieri potessero prendere fuoco travi e pareti divisorie. Sviluppando rapidamente le fiamme, sovente era impossibile trovare vie di fuga per chi abitava i piani più alti. Che possiamo supporre costassero meno sicuramente come quota d’affitto dato il rischio intrinseco aggiunto alla scomodità di dover ogni sera salire più scalini.

Insula. Un organizzato e popolato caseggiato. Emozionante percorrere i corridoi di raccordo immaginandoli illuminati da piccole fiaccole alle pareti. Sentire l’aria della sera che passava veloce, e con noi entrava dalla porta di accesso che si spalancava sul semplice giaciglio lasciando volare in aria la cenere del braciere spenta lì dalla sera precedente, e che sventolava rumorosamente le tende chiare che riparavano dal sole.

Entrare e lasciare fuori rumori, polvere, discorsi concitati di chi, su carri veloci e traballanti di anfore, passava coprendo ogni altra voce della strada ..

L’ “idea” di Roma è sicuramente quella di una ‘città ideale’ dove si cercava di far regnare un ordine impossibile da ottenere in maniera totale. E di lasciar respirare una popolazione non governabile in maniera soddisfacente per la ramificazione e proliferazione continua che questo incredibile onfalo del mondo ha da sempre.

Oggi avviene quasi nella stessa maniera di allora.

Roma. Più di duemila anni e sentirla ora, come allora, un centro che si sviluppa dove un fiume passa, forma una piccola ‘isola’ che fa da traghetto tra due sponde.

Lia N.

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