Archive for Archeologia

Una mattinata in compagnia dell’imperatore Adriano

Gli antichi erano capaci di cose inimmaginabili ai giorni nostri: sbancare colline, creare vallate, costruire acquedotti solo per il piacere di alimentare fontane e giochi d’acqua…Villa Adriana è l’esempio di quanto si possa spingere l’immaginazione di un solo uomo: palestre, terme, giardini, sale per banchetti, ninfei hanno catturato la nostra attenzione in questa calda mattinata autunnale. Ecco alcune foto che ne fissano il ricordo.

ItineRoma alla villa dei Quintili. Ospitalità storica, impareggiabile.

visita guidata villa dei quintili

Villa dei Quintili: resti della porticus

Decidere di camminare per un po’ dove in molti hanno camminato per secoli di vicissitudini, necessità, scelte, urgenze, permanenze; dove il terreno lascia una lingua lavica essere supporto per permettere il sorgere, su di un piccolo pianoro, della raccolta di vita dentro e fuori delle mura che concedono riparo e ristoro.

Così nel cerchio di alcuni chilometri di terreno verdeggiante già inondato di fioritura, abbiamo fatto visita ai signori consoli, cives romani: i Quintili.

Mirabili opere di scavo, pazienti e annose stanno portando alla luce una vita di agiato trascorrere tra urbs e campagna: la bellezza dell’evoluzione civile che Roma promulgava, progettava, esportava ed importava.

L’arte e le opere di architettura sono un libro favoloso. Vi sono impresse le storie, la scienza, le idee, la conoscenza, la rivoluzione umana. Movimento continuo.

Marco è stato il nostro perfetto  (o prefetto?) cicerone a capo della truppa che seguiva ogni spiegazione.

In una giornata che ci ha tenuti per qualche ora lontani dal frastuono della consolare, siamo scesi nelle acque delle terme, abbiamo passeggiato accanto ai ninfei, preso il sole nella inusitata piazza, foro, punto di incontro e unione per residenti ed ospiti, e ripercorso in toto lo xystus che ci ha permesso l’ultimo sguardo sull’intera magione: l’apparire di una dimora meravigliosa e sontuosa paragonabile all’architettura promossa da Adriano a Tivoli per la sua speciale residenza, che voleva essere una piccola città interamente dedicata all’imperatore.

I Quintili avevano riproposto una sorta di hortus conclusus molto simile, autosufficiente e corredato da ogni moderno comfort.

Un piccolo regno alle porte di Roma. Oggi da guardare, conoscere, ammirare. Imperdibile!

Lia N.

Link per visualizzare le foto della visita a cura di Marco Santi Amantini: visita guidata villa dei quintili

Una mattinata all’insula dell’Aracoeli

Interno sula Ara Coeli

Cubicula. Era ciò che necessitava come riparo semplicemente per la notte. La vita era condotta in gran parte nella città, tra le sue strade, templi, riunioni civili, banchetti o contrattazioni di ogni tipo nello spazio forense. Il lavoro prendeva gran parte delle ore da spendere per poi riuscire a ritagliare dopo il meridie il tempo di usufruire delle benefiche irrorazioni delle terme. Igiene personale e perfetta forma fisica. Idealizziamo un po’ la vita che nell’antica Roma si conduceva ma sicuramente queste erano mansioni e tappe che scandivano una giornata nell’urbs.

Ammirevole l’emancipazione e la ricerca di ogni comfort, la vita di una città in sviluppo continuo rendeva necessario offrire ed organizzare quanto più possibile e ordinatamente servizi che potessero agevolare l’avvicendarsi di giornate con ritmo preciso, razionale ed utile.

La moltitudine etnica si moltiplicava poiché l’urbs era l’approdo per cercare di costruire la propria piccola fortuna di lavoro e di riscatto personale.

Lavorare, soggiornare, essere un civis romanus.  Posta al centro del mediterraneo, collegata economicamente con tutto il medio oriente e raggiungibile con mezzi di trasporto marittimi e terrestri faceva di Roma un punto di riferimento per molti. Non solo per chi vi era nato e cresciuto.

Visitare un complesso insediativo del primo secolo d.c. ci hai lasciato immaginare concretamente quanto le meraviglie che vagheggiamo su questa magica città eterna siano alle volte più crude del sogno di un’epoca d’oro.

Immersi nella spiegazione così avvincente che Marco ha saputo narrare, ieri, abbiamo vestito l’aspetto di esploratori dei tempi passeggiando sul suolo incredibilmente conservato e costellato di documenti tangibili di vita antica, e così attuale.

L’insula dell’ara coeli, riscoperta in epoca recente semplicemente perché motivi di spazio urbano richiedono spostamenti, demolizioni e ammodernamenti, ci fa ben comprendere cosa significasse abitare a Roma all’epoca dell’impero di Traiano e durante quella dell’impero di Adriano.

Abbiamo salito e sceso scale di un complesso di appartamenti da encomiare nella loro maestrìa architettonica: semplice, essenziale, moderna e razionale. Lascia un po’ sbigottiti il concetto che per molti non si ricercava la possibilità di avere una dimora ma di avere uno spazio esiguo e vivibile per poter riposare, ripararsi, condividendo servizi comuni ed usufruendo dei benefici che una megalopoli dispensa.

Lo spazio era impiegato per avere un giaciglio, piccoli piani di appoggio, un braciere e un affaccio, come piccola presa d’aria, che avesse sfogo sui corridoi di passaggio, e per i più esigenti, sulla strada.

Indispensabile era difendersi dal freddo e la luce benefica nelle giornate invernali doveva essere ceduta a vantaggio del riparo offerto da tendaggi pesanti che tamponavano le aperture verso l’esterno.

Le cronache di Marziale ci riportano come queste abitazioni minimali non fossero proprio il non plus ultra ma che assumessero, in realtà, l’aspetto di veri e propri promiscui e scomodi dormitori per gente meno abbiente e che spesso mettevano a rischio l’intero abitato insulare, nonché quello delle insulae limitrofe; poiché, se le basi della costruzione erano in opus reticulatum e coementitium, le parti che dell’edificio si slanciavano in alto, per rendere più aerea e meno pesante la struttura, erano costruite in legno, materiale certo non ignifugo. E spesso capitava che con l’uso domestico dei bracieri potessero prendere fuoco travi e pareti divisorie. Sviluppando rapidamente le fiamme, sovente era impossibile trovare vie di fuga per chi abitava i piani più alti. Che possiamo supporre costassero meno sicuramente come quota d’affitto dato il rischio intrinseco aggiunto alla scomodità di dover ogni sera salire più scalini.

Insula. Un organizzato e popolato caseggiato. Emozionante percorrere i corridoi di raccordo immaginandoli illuminati da piccole fiaccole alle pareti. Sentire l’aria della sera che passava veloce, e con noi entrava dalla porta di accesso che si spalancava sul semplice giaciglio lasciando volare in aria la cenere del braciere spenta lì dalla sera precedente, e che sventolava rumorosamente le tende chiare che riparavano dal sole.

Entrare e lasciare fuori rumori, polvere, discorsi concitati di chi, su carri veloci e traballanti di anfore, passava coprendo ogni altra voce della strada ..

L’ “idea” di Roma è sicuramente quella di una ‘città ideale’ dove si cercava di far regnare un ordine impossibile da ottenere in maniera totale. E di lasciar respirare una popolazione non governabile in maniera soddisfacente per la ramificazione e proliferazione continua che questo incredibile onfalo del mondo ha da sempre.

Oggi avviene quasi nella stessa maniera di allora.

Roma. Più di duemila anni e sentirla ora, come allora, un centro che si sviluppa dove un fiume passa, forma una piccola ‘isola’ che fa da traghetto tra due sponde.

Lia N.

Aegypto capta

Cleopatra. Vogliamo ancora domandarci perché avesse fascino ? Usava l’intelligenza, osava e non si fermava mai: si chiama vivere. Le origini la avevano allevata in condizioni in cui le proprie idee potevano essere espresse e realizzate senza che ci fosse intralcio alcuno. Ma certamente la sua era una maturità di spirito naturale, coadiuvata dalla semplicità con cui i propri impulsi potevano prendere corpo e forma grazie alla sua posizione regale. Vederne intrighi internazionali non mi è mai sembrato così

Cleopatra "Nahman"

Cleopatra “Nahman”

precipuo. Immagino piuttosto una giovane che per tradizione dinastica allacciasse l’idea delle proprie successioni con i suoi pari e il suo agire era estremamente diretto a seguire dettami che ne costituivano un corpus di imperativi necessari. Vivere da regnanti ti tiene accanto un certo tipo e rango di persone. Chi ti circonda vive in agi e privilegi simili: i paragoni sono stretti. Si coglie piuttosto una maggiore foga nei condottieri e primi uomini della romanità trovarsi spaesati davanti all’inconsueta abitudine egizia di poter avere una sovrana, giovane e sicuramente di una bellezza particolare ed esotica, che agiva e si comportava proprio come loro. Stessi poteri decisionali, stessi ragionamenti in merito a muovere guerra, ad organizzare eserciti, a decidere del destino futuro di popolazioni e loro assoggettamenti, vassallaggi. Aggiungendo che incredibilmente gli uomini che l’hanno amata erano già sposi o promessi tali. Ora, chi volesse mantenere una posizione di ‘pari’ rispetto all’altro non è così ben definito: il conquistatore o il conquistato? Un regnante potente o il rappresentante di una popolazione ormai dominante sul bacino mediterraneo? Un popolo che diventava colonia sfruttata in tutte le sue risorse andava quantomeno tutelato. Chi stava conquistando chi? Con questa doppia valenza di potenzialità tra il dominio e la ricchezza, cosa era stato conquistato? Politicamente, senza ombra di dubbio, governa la potenza della ‘forza degli eserciti’ ma che sta semplicemente creando equilibri per appropriarsi di una ‘forza economica’. E in questo il mondo non cambia mai.

Cleopatra. Roma e l’incantesimo dell’Egitto. Una mostra che rapisce per la sua magica silente bellezza.

A Roma con l’ultima regnante della dinastia dei Tolomei furono traghettati arte, usanze, moda e pensiero. E non si imposero ma portarono terreno fertile come l’esondazione del Nilo.

Lia N.

Roma Chiostro del Bramante fino al 2 febbraio 2014Prossima visita guidata a cura di ITINEROMA domenica 12 gennaio ore 11:00

Un viaggio nei colori delle case dipinte di Ostia Antica!

Corsa al mattino per andare a vedere le insulae pictae. Abbiamo passeggiato tra i vicoli di un’antica città romana, tra le sue botteghe e le sue case. Mirabilia. Speciale poter entrare dentro le stanze una volta abitate e riempite dei discorsi, dei canti, dei profumi dei cibi proprio come raccontano gli affreschi che oggi ancora le animano. Stupore nel ritrovare quel meraviglioso linguaggio pittorico che tipicamente echeggia negli affreschi della nostra penisola dell’epoca anche sulle pareti di abitazioni dell’antico porto di Roma. Soprattutto perché, le dimore ancora visibili ai nostri giorni sono tipologie insediative a carattere collettivo e non sontuose residenze patrizie. Inaspettato sole ci ha accompagnato a rendere vivida la visione della movimentata attività di una cittadina di mare. Sorta su modello di Roma, Ostia, ci lascia leggere in ogni suo angolo le caratteristiche, i gusti, l’organizzazione dei nostri predecessori. E’ fonte tangibile, percorribile e stupendamente affrescata. Prospettive e trompe l’oeil resi con un solo scambio di tonalità di un rigo di una cornice marcapiano. Giallo luminoso, fondo ideale e spazio sconfinato, abbinato sempre al cinabro guizzante in rapidi tratti. Realismo e immediatezza. Ostia non è antica!

Lia N.

Svelati i segreti di Mitra al Circo Massimo!

Sabato primo dicembre. Sole benevolo nell’aria: siamo stati a ricordarne il culto e la gloria presso i nostri antenati.

Precise e puntuali, le descrizioni di Marco sull’arena del Circo Massimo hanno lasciato spazio ad ogni ideale ricostruzione delle architetture e della vita che vi si svolgeva attraverso le vestigia di ciò che oggi è ancora visibile. Travolgente ripensare a quanta attività si svolgesse intorno all’organizzazione e realizzazione delle gare con la corsa delle bighe, attrazione e coagulo di folle per eventi realmente spettacolari! Bellissimi i monumenti a cui spesso passiamo accanto indifferenti: guardarli e conoscerne più a fondo la loro evoluzione di progetto ed uso nel tempo rende più intenso il significato non solo del passato ma del presente.

Abbiamo lasciato il Circo Massimo e la sua animata e rumorosa giornata durante le corse per visitare luoghi raccolti in cui gli incontri erano dedicati agli dei ed alla contemplazione: il mitreo. Non sempre visitabili, siti archeologici come gli ipogei sprigionano un particolare fascino. Abbiamo esplorato ambienti sotterranei pieni di meravigliose tracce artistiche del passato legate ad un culto di cui non esistono fonti così precise ma di cui le arti visive e dedicatorie ne attestano larga diffusione.

(Lia N.)

Sotterranei di S. Croce in Gerusalemme al completo!

Visita al complesso archeologico di S. Croce in Gerusalemme sold out! La visita agli importanti resti del Sessorium, del Circo di Variano, dell’anfiteatro Castrense e di domus romane verrà ripetuta a inizio del prossimo anno!

Anfiteatro Castrense

Anfiteatro Castrense